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Mi ero dunque procurato, come ho detto, un ben determinato strumento per la vita molto prima dell'inizio della scuola. Ero pratico della nostra città, delle fattorie e dei boschi, dei frutteti e delle officine, conoscevo gli alberi, gli uccelli e le farfalle, sapevo cantare canzoni e fischiare tra i denti, e altro ancora che ha valore per la vita. Poi vi si aggiunsero le materie di scuola, facili e divertenti; trovai vera soddisfazione specialmente nella lingua latina, e feci versi quasi altrettanto presto in latino quanto in tedesco. L'arte della menzogna diplomatica la devo al secondo anno di scuola, quando un precettore e un assistente me ne fecero acquistare la capacità, dopo che nella mia franchezza e fiducia infantile mi ero tirato addosso un guaio dopo l'altro. Quei due educatori riuscirono a farmi capire che la lealtà e l'amore del vero erano caratteristiche che essi non cercavano negli scolari.