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Mi era andata troppo bene. Ecco che invece, quanto ad avversità, che sono sempre una gran buona scuola, ce n'era in abbondanza; e così imparai sempre meglio a lasciare che i conflitti dell'universo facessero il loro corso, e potei occuparmi della mia parte di colpa nella confusione generale. Devo lasciare al lettore di scoprire da sé nei miei scritti quest'impegno. Ed ho ancor sempre la segreta speranza che col tempo anche la mia nazione, non nella sua totalità, ma in molti singoli desti e responsabili, voglia sottoporsi a questa prova, e invece di lamentarsi ed inveire contro la malvagia guerra e i malvagi nemici e la malvagia rivoluzione, in mille cuori nasca la domanda: come sono diventato complice anch'io? E come posso diventare di nuovo innocente? Perché si può sempre ritornare mondi, quando si riconosce la propria sofferenza e la propria colpa sino in fondo, invece di cercarla negli altri.Quando nei miei scritti e nella mia vita incominciò a palesarsi questo secondo mutamento, molti dei miei amici scossero il capo. Molti anche mi lasciarono. Questo fece parte del mutato quadro della mia vita, come la perdita della mia casa, della mia famiglia, e di altri beni e comodità.