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Ma l'avrei fatto solo per nostalgia verso il polo opposto, non per innata affinità: non per caso sono figlio di pii protestanti, bensí sono protestante anche nel sentimento e nell'essenza (il che non è contraddetto dalla mia profonda antipatia verso le Chiese protestanti oggi esistenti). Il vero protestante si difende dalla propria Chiesa come da qualunque altra, perché la sua natura gli fa dire di sí più al divenire che all'essere. E in questo senso anche Budda può essere considerato un protestante.In me dunque la fede nella mia poesia e nel valore del mio lavoro letterario era stata sradicata dal tempo del grande mutamento. Lo scrivere non mi dava più alcuna gioia. Ma l'uomo deve avere una soddisfazione, ed anch'io in tutta la mia miseria avevo quella pretesa. Potevo rinunciare, nella mia vita e nel mondo, alla giustizia, alla ragionevolezza, al senso: avevo visto che il mondo se la cava egregiamente senza tutte quelle astrazioni... ma ad un po' di gioia non potevo rinunciare, e l'aspirazione a questo pochino di gioia era una delle piccole fiamme ancora vive in cui credevo, e con cui pensavo di ricrearmi di bel nuovo il mondo. Spesso cercavo la gioia, il sogno, l'oblio in una bottiglia di vino, spessissimo esso mi ha giovato, gliene sia reso grazie.