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Poiché dunque la cosiddetta realtà per me non ha una parte molto importante, poiché il passato spesso mi riempie di sé come fosse presente e il presente mi appare infinitamente lontano, ecco che anche il futuro io non lo posso scindere così bene dal passato come si fa per solito. Io vivo molto nel futuro, e perciò non ho bisogno di terminare con oggi la mia biografia, ma posso tranquillamente farla procedere.


Voglio raccontare in breve come la mia vita percorre fino al termine il suo arco. Negli anni fino al 1930 scrissi ancora alcuni libri, e poi volsi per sempre le spalle a tale occupazione. La questione se io sia o no da includere nella categoria dei poeti è stata discussa in due tesi di laurea da giovani diligenti, ma non è stata risolta. Il risultato infatti di un accurato esame della più recente letteratura è stato: il fluido che in ultima analisi distingue il poeta si trova ormai soltanto diluito in modo, che non è più possibile stabilire la differenza tra poeta e letterato. Da questa obbiettiva scoperta i due futuri dottori trassero conclusioni opposte. Uno, il più simpatico, fu dell'opinione che una poesia così ridicolmente diluita non fosse nemmeno più tale, e poiché la letteratura nuda e cruda non è degna di sopravvivere, ciò che oggi si chiama ancora poesia dovrebbe tranquillamente essere lasciata morire nel silenzio. L'altro invece era un incondizionato ammiratore della poesia anche nella sua forma più annacquata, e pensava perciò fosse meglio considerare validi per prudenza cento non poeti, piuttosto che far torto ad un solo poeta vero, che abbia magari in sé una goccia di vero sangue del Parnaso.