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Avevo vinto, e quand'anche facessi la cosa più stupida e futile, ormai la trovavano incantevole; come del resto anch'io ero incantato di me stesso. Compresi solo allora in che orrendo isolamento, in che pericoloso ascetismo ero vissuto anno per anno; l'atmosfera calda di apprezzamento mi fece bene e cominciai a divenire un uomo soddisfatto.Per un buon tratto la mia vita esteriore corse tranquilla e piacevole. Avevo moglie e figli, casa e giardino. Scrivevo i miei libri, passavo per uno scrittore amabile e vivevo in pace col mondo. Nel 1905 contribuii a fondare una rivista che era rivolta anzitutto contro il governo personale di Guglielmo II; senza che io in fondo prendessi sul serio quegli scopi politici. Feci dei bei viaggi in Isvizzera, in Germania, in Austria, in Italia, in India. Sembrava tutto a posto.