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Poi venne l'estate 1914 e le cose apparvero, all'interno e all'esterno, di colpo totalmente trasformate. Ora si rivelava che il passato benessere poggiava su terreno malsicuro, ora incominciava il brutto, si iniziava il grande ammaestramento. Era venuto il cosiddetto grande momento, il tempo della prova, ed io non posso dire che mi abbia trovato più pronto, più degno e meglio preparato degli altri. Ciò che mi distingueva allora era solo la mancanza di un grande conforto che tanti altri avevano: l'entusiasmo. Fu così che ritornai coerente con me stesso e in conflitto col mondo; dovetti ricominciar da capo, dovetti scordare la contentezza di me e degli altri, e solo con quest'esperienza oltrepassai la soglia dell'iniziazione alla vita.