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Nel 1915 mi sfuggì un giorno in pubblico l'ammissione di quest'infelicità e l'espressione del mio rincrescimento per il fatto che anche i cosiddetti intellettuali non sapessero far altro che predicare l'odio, diffondere la menzogna e vantare ed esaltare quel grande flagello. Conseguenza di questa protesta manifestata in modo abbastanza timido fu che dalla stampa della mia patria fui dichiarato un traditore... un'esperienza nuova per me, che malgrado i numerosi contatti con la stampa non avevo ancora provato a trovarmi nella situazione di chi è svillaneggiato dalla maggioranza. L'articolo con quell'accusa venne riprodotto da venti giornali tedeschi, e di tutti gli amici che credevo di avere nel giornalismo solo due osarono schierarsi al mio fianco. Vecchi amici mi mandarono a dire d'essersi allevata in seno una serpe, e che d'ora in avanti quel seno avrebbe palpitato solo per il Kaiser e per il Reich, e non più per un degenerato come me. Mi pervennero in quantità lettere ingiuriose di sconosciuti, e dei librai mi fecero sapere che uno scrittore di sentimenti così riprovevoli per loro era come se non esistesse più. Su molte di quelle lettere scoprii un vezzoso ornamento che vedevo allora per la prima volta: una piccola stampigliatura rotonda con la scritta: Dio castighi l'Inghilterra.Si potrebbe pensare ch'io me la ridessi di quel malinteso. Ma non ci riuscivo. Quest'esperienza in sé così poco importante ebbe come frutto il secondo grande mutamento della mia vita. Ricordo: il primo era avvenuto nell'attimo in cui avevo deciso coscientemente di diventare un poeta. L'ex scolaro modello Hesse era divenuto da allora un cattivo scolaro, era stato punito, espulso, non faceva niente di buono, procurava a sé ed ai suoi genitori un guaio dopo l'altro... tutto perché non vedeva la possibilità di conciliare il mondo com'è, o come pare che sia, con la voce del suo proprio cuore. La stessa cosa si ripeteva ora negli anni della guerra. Mi vidi di nuovo in conflitto con un mondo col quale ero vissuto sino allora in pace.