La moglie Maria Bernoulli

© Suhrkamp Verlag, Berlin

All'età di 26 anni Hermann Hesse incontra a Basilea Maria Bernoulli, che ha nove anni più di lui. Lei fu la prima donna in Svizzera a gestire una bottega di fotografa nel centro storico. Era inoltre anche una musicista di talento. I due fanno viaggi insieme e frequentano i circoli d'artisti a Basilea. Poco prima del matrimonio, nel 1904, Hesse scrive ad un amico che Mia è una donna "al meno pari a me per quanto riguarda la formazione, l'esperienza di vita e l'intelligenza, è più anziana di me, e in ogni senso una personalità indipendente e laboriosa." Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce a Gaienhofen sul Lago di Costanza, e in questo periodo nascono nel 1905, 1909 e 1911 i figli Bruno, Heiner e Martin. Mia che era sempre stata una persona solitaria, si chiude tanto di più quanto il marito fugge nei suoi viaggi e nel lavoro dalla vita borghese. Non è possibile per gli estranei giudicare cosa venne prima: le tendenze di fuga di Hermann o le depressioni di Mia. Il secondo figlio Heiner, che oggi vive in Ticino e ha 93 anni, ricorda sua madre nel periodo a Berna come una donna che amava la vita, che spesso andava nella natura con i bambini, faceva con loro delle gite in montagna e nuotava. Era vero che Mia soffriva di sciatica, ma la malattia psichica apparve per la prima volta nel 1918. In ogni caso anche un trasloco a Berna nel 1912 non potè salvare il matrimonio così che nel 1918 maturò in Hesse la decisione di separarsi, contemporaneamente a un peggioramento dello stato di salute di Mia, che la porta al suo ricovero in una clinica psichiatrica. Anche in questo periodo Hesse rimane tuttavia rispettoso nei confronti di Mia e la considera ancora una personalità forte. Così scrive ad una amica nel febbraio del 1919, che lui aveva spesso fatto torto a Mia e che lei aveva un carattere più buono di lui e una buona, forte costituzione. Nella fiaba "Iris" che Hesse scrive dopo la separazione e che dedica a Mia, dice: "Preferiva starsene, con fiori e musica, e magari un libro, chiusa in un singolare silenzio...A volte era in uno stato di così delicata sensibilità, che tutto quanto era estraneo le faceva male, la induceva al pianto. Poi, però, tornava a raggiare, tranquilla e bella, di una solitaria felicità, e chi la vedeva sentiva quanto fosse difficile dare qualcosa a codesta donna bella e singolare, quanto arduo fosse significare qualcosa ai suoi occhi." (trad. di Francesco Saba Sardi) Dopo che Mia ha superato la crisi psichica, è di nuovo pieno di energia e organizza la sistemazione della casa a Berna e il proprio trasloco ad Ascona. Nella vecchiaia va a vivere con il figlio Martin, e poi in un ospizio, dove muore all'età di 95 anni. Fino alla fine si interessa di molte cose e si dedica al suono del pianoforte che ama tanto.